L’associazione Rolando Ferri ha avviato nelle scuole di Magione e non solo, da più di tre decenni, una sperimentazione educativa su più fronti
Donatella Valeri, presidente dell’Associazione Rolando Ferri, mi accoglie a casa sua con calore. Il luogo che abita è costellato da oggetti che, appesi alle pareti o poggiati su mensole e librerie, testimoniano il suo operato decennale come maestra della scuola dell’infanzia di San Feliciano, Circolo Didattico di Magione. Una corona di re Mida, una vecchia banana rattrappita e disegni variopinti, tracciati dalle mani piccole e smaniose dei suoi ex alunni.
L’associazione che presiede ha 33 anni. È nata l’anno dopo la scomparsa di Ferri, direttore del Circolo Didattico di Magione dal 1978 al 1991, ed è composta da docenti e non. Lo scopo dell’associazione, come mi spiega Donatella, è quello di migliorare la qualità della scuola intesa come rete che ingloba genitori, bambini e insegnanti: “Abbiamo intitolato la nostra organizzazione a Rolando Ferri perché era una persona preziosa che amava la scuola e puntava a innovarla. Ai tempi in cui lui aveva cominciato il suo lavoro nella dirigenza, infatti, non si parlava ancora molto di formazione del personale; lui si mosse, invece, per introdurre questo aspetto, concentrandosi soprattutto sull’importanza del lavoro in team. Ferri riteneva fondamentale modificare l’approccio degli insegnanti, farli dedicare al ‘percorso’ condotto insieme a bambini e genitori, e non al prodotto finale, ricordando sempre loro di documentare questo cammino. L’associazione ha voluto fare tesoro di questo lascito”.
La formazione degli insegnanti dell’infanzia e della primaria è, quindi, uno degli obiettivi cardine dell’associazione, che negli anni ha promosso seminari di ogni tipo, collaborando strettamente con la Direzione Didattica di Magione e affidandosi, spesso, ai tutor esperti di Artebambini, ente di formazione riconosciuto dal Miur e casa editrice specializzata in albi illustrati per bambine e bambini. Uno di questi seminari, ‘Arte e cittadinanza’, è partito dal presupposto che la cittadinanza non sia nient’altro che l’arte di vivere, e di vivere liberamente, riappropriandosi di spazi per incontrare l’altro, in armonia, superando confini e scacciando paure. Dei cinque incontri di questo laboratorio, uno è stato finalizzato alla creazione, da parte dei docenti, di una cornice da portare in giro durante una passeggiata di gruppo, per inquadrare la bellezza da cui siamo circondati e su cui non ci soffermiamo mai abbastanza. Un altro seminario del 2023, condotto dalla scrittrice Silvia Vecchini, è stato incentrato poi sull’albo illustrato, inteso come vettore che permette di attingere a ciò che è invisibile dei bambini: i loro pensieri ed emozioni, e il grande universo che si cela dietro le grandi domande che loro pongono, e sulle quali noi adulti abbiamo disimparato a interrogarci.
Dal 2007 al 2019 Espressiva…mente è stata un’ulteriore iniziativa che l’associazione ha patrocinato con il sostegno di numerosi enti: un concorso sulle arti espressive rivolto a piccoli e piccolissimi, alunni che inizialmente appartenevano unicamente al Circolo Didattico di Magione, e che negli anni successivi ha raccolto adesioni dall’intero comprensorio del Trasimeno, del comune di Corciano e infine di tutte le scuole del Perugino, arrivando a vedere la partecipazione di istituti in Uganda e India.
“Volevamo coinvolgere i bambini in un tragitto artistico, nell’esercizio libero del loro pensiero. Volevamo valorizzare la loro creatività, perché gli insegnanti non sono psicologi, ma osservando un disegno possono capire dei propri bambini molte cose. Colorare una scheda, dire che la A è l’iniziale di ‘Ape’, colorare un cielo azzurro con il solino giallo – che senso ha? Noi adulti abbiamo la cattiva abitudine di travasare, invece che tirare fuori, dai piccoli”. Per farmi capire ciò di cui sta parlando, Donatella mi mostra il dipinto realizzato da una sua alunna che, a tre anni, ha vinto un concorso internazionale, dando come titolo Il cielo a un foglio che aveva rivestito da pennellate incrociate, stracolme di colori diversi.
Donatella descrive, infine, l’urgenza di cambiare rotta avvertita nel periodo post Covid dal consiglio direttivo dell’associazione, e di equipaggiare la scuola di nuovi strumenti. Nelle aule, infatti, sempre più bambini mostrano delle difficoltà a relazionarsi con l’altro e a superare le proprie frustrazioni. Gli insegnanti sono sovraccaricati, i genitori seguono una tabella di marcia snervante, e i piccoli ne risultano sopraffatti. L’associazione, che da anni promuove il teatro come attività extrascolastica per assecondare i bisogni emotivo-relazionali dei bambini e aiutarli a collaborare, esprimersi, comunicare e sviluppare il pensiero divergente, sta adesso massimizzando i propri sforzi per rendere queste attività centrali nelle proposta educativa.
Quest’anno ha riconfermato l’organizzazione del laboratorio di Linguaggio Teatrale per gli alunni delle classi quarte del Circolo Didattico di Magione, con Mahdi Kraiem di Carthago Teatro come formatore, e sta proponendo due nuove esperienze dal carattere sperimentale, la cui formazione sarebbe affidata a Claudio Massimo Paternò, attore, regista e educatore teatrale di MTTM Micro Teatro Terra Marique. La prima iniziativa, ‘Io con gli altri’, sarebbe un laboratorio di Esplorazione Relazionale nell’Ambiente Teatrale, rivolto ai bambini di tutte le scuole dell’infanzia del Circolo Didattico di Magione. Il secondo è un progetto ancora più ambizioso, un laboratorio quinquennale di teatro e educazione alla relazione, a cui far partecipare i bambini di una classe prima della scuola primaria fino al completamento di quel percorso scolastico. Donatella spiega: “La scuola di oggi ha bisogno di tempi distesi, di una ‘didattica della lumaca’ che si allontani dalle lezioni frontali e che coltivi l’intelligenza emotiva dei bambini. Noi siamo convinti che il teatro debba divenire una materia curricolare, perché è un lavoro che punta l’attenzione sull’espressione corporea, sulla comunicazione delle proprie emozioni, sull’inclusione, sull’acquisizione di regole, sulla collaborazione con gli altri. Non soltanto queste attività aiuterebbero i bambini a superare meglio gli stati d’ansia, le insicurezze e le paure che oggi sono così diffuse, ma vivendo a scuola esperienze del genere si legherebbero maggiormente a quel contesto tutto, dai docenti a ciò che è richiesto che imparino. Tutto transita dall’affettività”.
Quando saluto Donatella, sono attraversata da un desiderio: quello di dare a mia figlia un pastello in mano, per pasticciare margherite verdi e rosse, volti dai dieci occhi, paesaggi con lune simili a Saturno, con mille anelli argentati, senza correggerla mai. Sono tentata, insomma, dal desiderio di dirle di essere se stessa nel migliore modo possibile: rimanendo un po’ bambina, per sempre.